Ottimizzazione per AI Overview, come si finisce dentro la risposta.
Per comparire nelle AI Overview non serve un'ottimizzazione speciale: Google chiede una pagina indicizzata, che possa comparire nei risultati con la sua anteprima. Poi conta come rispondi: subito, con frasi che stanno in piedi da sole e numeri con la fonte. Su 40 ricerche italiane che ho fatto, l'AI Overview è comparsa in 36.
Non faccio siti: collego i siti all'AI e li preparo per la ricerca. Sabato 10 ottobre 2026 ho fatto 40 ricerche da piccola impresa su Google e ho contato le fonti citate, una per una: 333.
Sabato 10 ottobre 2026 · 14 minuti
Questo è un capitolo di SEO e intelligenza artificiale, dove c'è il quadro intero. Qui si scende su una cosa sola: il riassunto che Google scrive da solo in cima ai risultati, e come ci si finisce dentro.
Cosa conta per farsi citare, secondo i dati
Cosa
Cosa dicono i dati
Da dove
Pagina indicizzata, con anteprima
È l'unico requisito che Google mette per iscritto
Documentazione di Google
Posizione su Google
Aiuta: la prima posizione viene citata nel 43% dei casi, la ventesima nel 7%
seoClarity, 362.000 ricerche
Risposta in cima alla pagina
Il 64% delle citazioni arriva dal primo 40% del testo
TripleDart, 5.227 citazioni
Rispondere alle domande vicine
Chi si posiziona anche sulle ricerche collegate viene citato molto più spesso
Surfer, 173.902 pagine
Numero di parole
Nessun effetto: correlazione 0,04
Ahrefs, 174.048 pagine
llms.txt e testo spezzato in blocchi
Google scrive che si possono ignorare
Guida di Google all'AI generativa
Studi letti il 10 ottobre 2026, link nel testo. TripleDart e Surfer vendono servizi SEO: indizi, non leggi.
Come funziona AI Overview, in tre passaggi
AI Overview è il riassunto che Google scrive con un modello Gemini in cima ai risultati. Funziona in tre passaggi: scompone la domanda in tante ricerche più piccole, legge le pagine che trova, scrive una risposta con i link alle fonti. In Italia c'è dal 26 marzo 2025.
Il primo passaggio Google lo chiama fan-out: «l'invio di più ricerche correlate in modo simultaneo su più argomenti secondari» (Google Search Central). Tu cerchi una cosa, lui ne cerca dieci. In un secondo, e senza sbuffare, cosa che io dopo la terza ricerca non garantisco.
Il secondo passaggio è quello che ti interessa. Mentre scrive, Google sceglie le pagine di supporto, e la sua documentazione promette «un insieme più ampio e diversificato di link utili» rispetto ai soliti dieci risultati. Tradotto: nel riassunto c'è posto anche per chi non è primo, una delle rare gare in cui arrivare quinto vale ancora una medaglia.
Il terzo passaggio è il meno stabile. Su più di 43.000 ricerche controllate di continuo, un'AI Overview cambia in media ogni 2,15 giorni, e delle pagine citate ne resta al suo posto il 54,5% (Ahrefs, 2025). Il senso della risposta resta quasi identico. Le fonti invece fanno il gioco delle sedie, e la musica si ferma ogni due giorni.
ogni 2,15 giorni
cambia in media un'AI Overview. Delle pagine citate, al controllo dopo ne resta al suo posto poco più della metà.
L'AI Overview compare soprattutto sulle domande e sulle ricerche lunghe, quasi mai su quelle locali. Su 146 milioni di pagine di risultati americane compare nel 57,9% delle domande e nel 7,9% delle ricerche locali, e con sette parole o più sale al 46,4% (Ahrefs, 2025).
In Italia i numeri non vanno d'accordo. Uno studio su 2.976 parole chiave la trova nel 22,7% delle ricerche (Trovato Agency, 2025), SEOZoom nel 54% di circa 30 milioni (SEOZoom, 2025). Metodi diversi, e un numero solo da citare non c'è: chi te ne dà uno ha scelto quello che gli serviva.
Così ho contato io, che per qualcuno è il modo più noioso di passare un sabato e per me no. Quaranta ricerche, quelle che fa davvero chi ha una piccola impresa: domande, ricerche per comprare, un servizio con la città, due marchi. I risultati sono nel disegno qui sotto, il metodo in fondo all'articolo.
Le domande avevano il loro riassunto 28 volte su 28. I servizi con la città zero su tre: per un idraulico a Torino Google non scrive niente, ti mette gli annunci. Con l'acqua alle caviglie, in effetti, un riassunto di trecento parole è l'ultima cosa che vuoi leggere.
In quante delle mie ricerche è comparsa l'AI Overview
Domande
28 su 28
Marchi
2 su 2
Per comprare
6 su 7
Servizio + città
0 su 3: annunci o mappa
40 ricerche su Google impostato sull'Italia, da un browser senza account, sabato 10 ottobre 2026. Le domande erano 28, le ricerche per comprare 7, i marchi 2 e i servizi con la città 3.
Chi viene citato: non sempre chi è primo
Essere in alto su Google aiuta, ma non basta e non è obbligatorio. Su 362.000 ricerche, la pagina in prima posizione viene citata nel 43% dei casi e quella in ventesima nel 7% (seoClarity, 2025). Il resto delle citazioni arriva da pagine più in basso, da video e da forum.
Lo studio più neutrale che ho trovato è universitario e ha seguito 55.393 ricerche: quasi il 30% dei siti citati non era in prima pagina (Xu, Iqbal, Montgomery, 2026). E l'11% delle affermazioni dei riassunti non trovava conferma nella pagina citata. Come la bibliografia della tesina delle medie: c'è, ma nessuno l'ha aperta.
I video pesano più di quanto pensi. Nelle mie 40 ricerche più di una fonte su quattro era un video, e negli Stati Uniti YouTube è il sito più citato in assoluto, con il 22,9% (Ahrefs, 2026). Quel video con undici visualizzazioni, sette delle quali tue, forse merita un titolo che sia una domanda.
Tutti pensano che prima arrivi primo e poi ti citano. I numeri dicono un'altra cosa: la prima pagina ti mette in fila, come il numerino al banco dei salumi, poi la macchina sceglie chi risponde meglio a un pezzo preciso della domanda. E lì si gioca tutto.
43% contro 7%
quante volte viene citata la pagina in prima posizione, contro quella in ventesima. Il resto delle citazioni arriva da più in basso, o da fuori.
Si ottimizza una pagina per AI Overview mettendo la risposta in alto, coprendo le domande vicine e scrivendo fatti verificabili. Google lo riassume così: ottimizzare per l'AI generativa «si tratta sempre di SEO» (Google, guida all'AI generativa). Cambiano i dettagli, il mestiere è quello.
Primo: la risposta in cima. Su 5.227 citazioni ricondotte al paragrafo d'origine, il 64% arrivava dal primo 40% della pagina e il 35% dal primo 15% (TripleDart, 2026). La macchina legge come te alle undici di sera: l'inizio con attenzione, il resto se proprio.
Secondo: le domande vicine. Su 173.902 pagine, chi si posiziona anche sulle ricerche collegate viene citato molto più spesso di chi copre solo quella principale (Surfer, 2026). È il fan-out visto dalla tua parte: se Google fa dieci domande, rispondine almeno a sei, nella stessa pagina. Le altre quattro lasciale ai concorrenti, per educazione.
Terzo: nomi e date, non pronomi. In un'analisi su 112 paragrafi, quelli citati nominavano il soggetto per esteso nel 96% dei casi contro l'82%, e mostravano una data recente nell'80% contro il 53% (Advanced Web Ranking, 2026). Campione piccolo, motivo chiaro: un paragrafo che comincia con «questo strumento» non si può prendere da solo. È il biglietto sul frigo con scritto «ricordati quella cosa».
La lunghezza invece non c'entra. Su 174.048 pagine citate la correlazione fra parole e citazioni è 0,04, cioè nessuna, e più di metà delle pagine citate sta sotto le mille parole (Ahrefs, 2025). Questo articolo è lungo perché ho contato 333 fonti di sabato, non per far colpo su Gemini.
64%
delle citazioni arriva dal primo 40% della pagina. Più di un terzo arriva dal primo 15%: le prime righe sotto il titolo.
Mettere la risposta giusta in cima alle pagine che ti portano clienti, e sistemare quelle che oggi non rispondono a niente, è il lavoro della consulenza SEO per l'AI.
Cosa non serve, scritto da Google
Non servono file speciali, testi spezzati in blocchi o uno stile «per l'AI». Lo scrive Google nella sua guida all'ottimizzazione per l'AI generativa: si possono ignorare «la suddivisione dei contenuti, la creazione di file di testo per l'AI non necessari (come llms.txt) o la ricerca di menzioni non autentiche» (Google).
Il file llms.txt merita una riga, perché lo vendono ancora come la chiave per entrare. John Mueller di Google l'ha paragonato al meta tag keywords (Search Engine Journal), che Google ignora dal 2009, quando il telefono più venduto aveva ancora la tastiera vera. Io ce l'ho lo stesso, e nell'articolo guida spiego perché: costa venti minuti e non promette niente.
Poi c'è il testo a pezzetti: un paragrafo da cinquanta parole per ogni domanda, perché «la macchina li digerisce meglio», come fosse un omogeneizzato. Google scrive che non serve, e che «non esiste una lunghezza ideale per le pagine». Rispondere subito è un'altra cosa: serve a chi legge, prima ancora che alla macchina.
Cosa si legge in giro, e cosa scrive Google
Si legge in giro
Google scrive
Dove
Serve un'ottimizzazione speciale per l'AI
«Non sono previsti requisiti aggiuntivi per la visualizzazione in AI Overview o in AI Mode, né sono necessarie altre ottimizzazioni speciali»
Funzionalità di AI e il tuo sito web
Serve il file llms.txt
Si possono ignorare i «file di testo per l'AI non necessari (come llms.txt)»
Guida all'AI generativa
Il testo va spezzato in blocchi
«non è necessario suddividere i contenuti in piccole parti affinché l'AI li comprenda meglio»
Guida all'AI generativa
Per l'AI si scrive in un altro modo
«non è necessario scrivere in un modo specifico solo ai fini della ricerca basata sull'AI generativa»
Guida all'AI generativa
Bloccare Google-Extended ti toglie dai riassunti
«Google-Extended non influisce sull'inclusione di un sito nella Ricerca Google»
Crawler comuni di Google
Frasi copiate dalla documentazione di Google in italiano, letta sabato 10 ottobre 2026.
Si può uscire da un'AI Overview?
Sì, con i comandi che limitano l'anteprima nei risultati: nosnippet, data-nosnippet, max-snippet e noindex (Google Search Central). Il prezzo è alto: gli stessi comandi valgono anche per i risultati normali, come mostra la tabella qui sotto.
Su nosnippet Google è chiaro: «impedisce che i contenuti vengano utilizzati come input diretto per AI Overview e Modalità AI» (Google, meta tag robots). Uscire dal riassunto per riprenderti il clic, e perdere l'anteprima che il clic lo portava: è togliere l'insegna al negozio perché la gente guarda la vetrina senza entrare.
C'è un caso documentato, uno. Glenn Gabe ha messo nosnippet su una sua pagina nel 2024: è uscita dal riassunto in poche ore, è ricomparsa, poi è sparita del tutto in circa una settimana, con il ritmo di un amore estivo (GSQi). Un test su una pagina sola è un aneddoto, non una regola.
Il comando che quasi nessuno spiega è data-nosnippet, perché si mette su un pezzo solo della pagina. Serve a tenere fuori un paragrafo preciso, per esempio un listino che non vuoi vedere riassunto in «a partire da pochi euro», lasciando citabile tutto il resto.
I quattro comandi, e cosa ti costano
Comando
Nelle AI Overview
Cosa ti costa
nosnippet
La pagina non viene usata come fonte diretta
Niente anteprima di testo anche nei risultati normali
data-nosnippet
Resta fuori solo il pezzo di pagina che segni
Quel pezzo sparisce anche dalle anteprime normali
max-snippet
Limita quanto testo si può usare
Anteprime più corte ovunque
noindex
La pagina non può essere citata
La pagina esce da Google del tutto
Dalla documentazione di Google sui meta tag robots, letta sabato 10 ottobre 2026. Google-Extended non c'entra: riguarda Gemini, non la Ricerca.
Come vedere se ti citano, in Search Console
In Search Console c'è un report sul rendimento dell'AI generativa, aperto a tutti i siti dal 31 agosto 2026 (Google Search Central). Mostra quante volte le tue pagine sono comparse nelle AI Overview e in AI Mode, per pagina, paese, dispositivo e data. I clic non ci sono: conta solo le impressioni.
I clic stanno nel report Prestazioni normale, mescolati al resto: Google conta come clic quello «su un link che rimanda a una pagina esterna nell'overview dell'AI» (Guida di Search Console). Quale clic arriva dal riassunto e quale dal risultato sotto, oggi il report non lo separa: finiscono tutti nello stesso cesto, come i calzini dopo la lavatrice.
Il controllo che faccio io mette insieme i due report sullo stesso periodo. Una pagina con tante impressioni nell'AI e pochi clic vuol dire che il riassunto basta a chi cerca: ti ha letto, ti ha ringraziato e non è passato a salutare. Lì conviene dare un motivo per cliccare: un prezzo vero, un esempio, un calcolo che il riassunto non può fare.
Il report si può guardare anche ora per ora. Non farlo: aprirlo ogni ora è come aprire il forno ogni due minuti, la torta non cresce prima e ti scotti tu.
Solo impressioni
nel report sull'AI generativa di Search Console: conta quante volte compari, non quante volte ti cliccano. I clic restano nel report normale, insieme al resto.
Per quali domande dei tuoi clienti compari già, e per quali Google cita un concorrente: è la prima cosa che guardiamo insieme nella chiamata strategica.
Quello che ho visto io: 40 ricerche, 333 fonti
Sabato 10 ottobre 2026 ho fatto 40 ricerche su Google impostato sull'Italia, da un browser senza account, e per ognuna ho segnato se compariva l'AI Overview e quali fonti citava. Il riassunto è comparso in 36 ricerche su 40, con 333 fonti in tutto: nove per riassunto, in media.
Il metodo, perché un numero senza metodo è un'opinione con la calcolatrice: un browser automatico, qualche secondo di pausa fra una ricerca e l'altra, e il confronto fra i titoli delle fonti e i primi dieci risultati della stessa pagina. Alla quarantatreesima ricerca Google mi ha chiesto di dimostrare che non ero un robot. Tecnicamente aveva ragione.
Quasi metà delle fonti, 162 su 333, stava anche fra i primi dieci risultati. Sulle ricerche per comprare però la quota scende a una su tre: quando si tratta di soldi, la macchina va a cercare più lontano.
Le mie 40 ricerche, per tipo
Tipo di ricerca
Ricerche
Con AI Overview
Fonti in media
Fonti fra i primi 10
Domande
28
28
9,4
53%
Per comprare
7
6
9,5
32%
Marchi
2
2
7
29%
Servizio con la città
3
0
nessuna
nessuna
Totale
40
36
9,3
49%
Google impostato sull'Italia, browser senza account, sabato 10 ottobre 2026. «Fonti fra i primi 10» confronta i titoli: due titoli scritti in modo diverso sfuggono, quindi è una stima. I video sono 91 fonti su 333.
La ricerca che mi ha insegnato di più: un prezzo che nessuno scrive
La ricerca più istruttiva è stata «quanto costa un impianto antizanzare». Il riassunto citava sei fonti, nessuna fra i primi dieci risultati, e fra queste un profilo Instagram sulla sicurezza dei bambini. Per il prezzo di un impianto da giardino. Come chiedere quanto costa una caldaia al pediatra: magari risponde, ma non era la prima persona a cui pensavi.
La lezione vale per qualsiasi piccola impresa: quando in prima pagina nessuno scrive un prezzo, Google lo va a cercare dove capita. La pagina che scrive il prezzo vero, con cosa comprende e cosa no, è esattamente quella che manca alla macchina. Io i miei li ho scritti sul sito, perché non ho voglia di farmeli chiedere. A quanto pare, nemmeno Google ha voglia di chiedere.
E l'unica ricerca per comprare senza riassunto? «Consulenza seo», proprio quella per cui sto preparando una pagina. La prendo come un segno, anche se non ho capito di cosa.
Domande frequenti
Quello che mi chiede chi vuole finire nel riassunto.
Se la tua domanda non è qui, scrivimela: rispondo io.
Come si entra nelle AI Overview di Google?+
Non c'è una procedura né un modulo da compilare. La pagina deve essere indicizzata e poter comparire nei risultati con un'anteprima, poi Google sceglie le fonti che rispondono meglio ai pezzi della domanda. Aiuta mettere la risposta in alto, coprire le domande vicine e scrivere numeri con la loro fonte.
Bisogna essere primi su Google per essere citati?+
No, ma aiuta. Su 362.000 ricerche la pagina in prima posizione viene citata nel 43% dei casi, quella in ventesima nel 7%. Una parte delle citazioni arriva da pagine fuori dalla prima pagina, da video e da forum.
Le AI Overview compaiono anche nelle ricerche locali?+
Raramente. Nelle mie 40 ricerche del 10 ottobre 2026, nessuna delle tre ricerche con un servizio e una città aveva l'AI Overview: c'erano annunci o la mappa. Per un'attività locale il profilo Google conta più del riassunto.
Posso togliere il mio sito dalle AI Overview?+
Sì, con nosnippet, data-nosnippet, max-snippet o noindex. Gli stessi comandi però tolgono o accorciano l'anteprima anche nei risultati normali, e noindex toglie la pagina da Google. Bloccare Google-Extended non serve: riguarda Gemini, non la Ricerca.
Come vedo in Search Console se compaio nelle AI Overview?+
Nel report sul rendimento dell'AI generativa, aperto a tutti i siti dal 31 agosto 2026. Mostra quante volte le tue pagine compaiono, per pagina, paese, dispositivo e data. I clic che arrivano dal riassunto restano nel report Prestazioni normale, insieme agli altri.
Chi scrive
Fabio Reginato · Digital Mentor & AI Automation Specialist
Trent'anni nella moda, fra produzione e marchi propri, prima di passare all'automazione con l'AI per le piccole imprese. Dal dicembre 2023 ho seguito oltre settanta fra aziende e professionisti, dall'Italia alle Canarie.
Scrivimi
Dimmi per quale domanda vorresti essere citato.
Due righe bastano: cosa vendi e cosa chiedono a Google i tuoi clienti prima di comprare. Ti rispondo io, non un assistente.